Symfony: installazione e primo setup

Come installare Symfony e creare un nuovo progetto per un sito funzionante e con indirizzo personalizzato


Nell’articolo di introduzione a Symfony abbiamo visto fondamentalmente come approcciarci con lo studio e come capire qual è la versione migliore da installare. Ora è giunto finalmente il momento di sporcarci le mani.

Prima di iniziare, ricordo la regola d’oro: cerchiamo di capire sempre cosa stiamo facendo. Quest’articolo non vuole essere un tutorial, ma solo un surplus. Un piccolo extra che vi accompagni mentre consultate la documentazione ufficiale, che vi ricordo essere la vostra migliore amica. Io mi trovo su una macchina Linux, voi naturalmente attenetevi ai comandi relativi al vostro sistema operativo.

Per programmare con Symfony è fondamentale utilizzare la linea di comando. Se avete in mente di mettere il vostro progetto online, sappiate che avrete bisogno almeno di un VPS, perché i semplici hosting condivisi (che sono i più economici) non offrono l’accesso da terminale. Se non ci capite molto, leggete che differenza c’è tra hosting condiviso, VPS, dedicato e cloud.

C’è da dire che ci sono alcuni condivisi che offrono il supporto per Symfony, ma senza linea di comando ci sarebbero sicuramente troppe limitazioni. I prezzi per i VPS sono molto vari, ma ce ne sono di ottimi a prezzi stracciati.

Qui potete seguire il setup di Symfony dalla documentazione ufficiale, facendo attenzione a scegliere la vostra versione dal menù laterale.

Se questa è la vostra prima volta, dovrete innanzitutto installare globalmente il comando symfony, che altro non è che l’installer del framework. Questo comando si installa una volta sola sulla macchina e potrete usarlo per creare ogni progetto. Aprite la cli e digitate:

 sudo mkdir -p /usr/local/bin
 sudo curl -LsS https://symfony.com/installer -o /usr/local/bin/symfony
 sudo chmod a+x /usr/local/bin/symfony

Se invece avete installato il comando in passato, assicuratevi di avere l’ultima versione, digitando:

symfony selfupdate

E’ giunto il momento di creare finalmente il progetto. Vi raccomando di specificare la versione di Symfony che volete installare (che non è necessariamente l’ultima LTS, leggi come scegliere). Nel momento in cui scrivo conviene installare la 3.3.6:

symfony new my_site 3.3.6

That’s it! Il comando scaricherà tutta la roba necessaria per inizializzare il progetto e se tutto è andato a buon fine, dovreste vedere una roba del genere:

Symfony installato con successo

Il comando ha creato la directory my_site, contenente tutta la magia. Entrateci e, come vi suggerisce la console, fate partire il webserver:

cd my_site
bin/console server:start

Poi aprite una finestra del browser, andate su http://localhost:8000 e magicamente vedrete una schermata di benvenuto. Fico, no?

Schermata di benvenuto di Symfony

A qualcuno sembrerà strano che non abbiate dovuto configurare un webserver come Apache2 o Nginx e avreste ragione, una volta bisognava farlo. La bella notizia è che PHP 5.4 integra al suo interno un piccolo webserver, da usare unicamente in ambiente di sviluppo. A Symfony è piaciuta la cosa e a partire dalla versione 3.3 è possibile avere un sito web funzionante in un paio di comandi.

Se siete bambini capricciosi come il sottoscritto e non vi piace vedere localhost sulla barra, vediamo come personalizzare il nome del sito e collegarci, ad esempio, tramite l’indirizzo my_site.local.

Quello che bisogna fare è associare il vostro indirizzo di loopback (127.0.0.1) al nome che preferite (my_site.local). Questo lavoro può essere fatto facilmente modificando il file hosts, che di fatto fa in locale quello che normalmente fanno i DNS nella rete.

Apriamo il file con un editor qualsiasi (e con privilegi root):

sudo nano /etc/hosts

e aggiungiamo la seguente riga:

127.0.0.1 my_site

ed è fatta! Ora se vi collegate dal browser su http://my_site.local:8000 vedrete il vostro sito. Se non funziona, probabilmente è perché dovete “ricaricare” il file hosts, per cui basta riavviare i servizi di rete:

sudo /etc/init.d/networking restart

Nel prossimo articolo smembreremo il framework per capirne la struttura e il principio di funzionamento. Alla prossima!


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