Differenze tra hosting condivisi, dedicati, VPS, cloud

Quando si vuole pubblicare un sito web si deve scegliere uno spazio, detto hosting. Ecco spiegata la differenza tra le principali tipologie: hosting condivisi, dedicati, VPS e cloud


Ci sono molti articoli che parlano di hosting, ma nessuno di quelli sulle prime pagine di Google mi sembra esaustivo, perciò ho deciso di scrivere a riguardo, senza lasciare nulla al caso.

Innanzitutto, cosa si intende per hosting? Se avete costruito un sito web e volete renderlo fruibile su Internet, dovrete caricarlo su di un server, in uno spazio di memoria detto, per l’appunto, hosting.
Da questo dipendono la velocità del sito, il software utilizzabile, la quantità di memoria disponibile e molto altro.

Hosting

Esistono fondamentalmente quattro tipologie di hosting, che sono gli hosting condivisi, i server dedicati, i VPS (Virtual Private Server) e i cloud hosting ed ora le esamineremo una alla volta, elencandone i vantaggi, gli svantaggi e facendo qualche considerazione in più.

Hosting Condiviso (o shared hosting)

In questo caso più siti web sono ospitati sullo stesso server. Quindi le risorse hardware, come la CPU, la RAM e lo spazio sul disco non saranno completamente dedicate a voi e il traffico sopportabile è limitato.

Caratteristiche

Ogni sito web risiede in una propria directory, ma non c’è isolamento. L’environment è uno solo, perciò i software e i linguaggi installati sul server sono comuni a tutti i siti! Il classico degli hosting condivisi è avere installato lo stack LAMP, ossia LinuxApache2MySQLPHP.
Avete a disposizione un pannello di controllo da cui è possibile caricare i file, installare un CMS (solitamente WordPress, Joomla e Drupal) in un click e gestire tool aggiuntivi, che possono servire per il caching, il backup, per la sicurezza, per la gestione dei database e quant’altro.

Affinché il vostro sito possa essere raggiunto tramite un nome, detto dominio (ad esempio zombieprocess.it), bisogna che questo sia registrato e “allacciato” allo spazio di hosting.
Normalmente, se acquistate un hosting condiviso, non dovrete comprare il dominio, perché questo è già incluso nel piano tariffario.

Pro e contro

Contro – Essendo le risorse di un unico server condivise da più siti, le performance non sono altissime e il traffico sopportabile è limitato. Inoltre, se ci sono dei siti che lavorano parecchio, l’intero sistema si sovraccarica e il vostro sito ne risente. State tranquilli però, è un’eventualità non così comune e che i provider (ovvero chi vi offre il servizio di hosting) cercano di evitare.

Pro – La buona notizia è che i prezzi sono davvero bassi: variano da qualche decina a qualche centinaio di euro all’anno.

Contro??? – La configurazione del server fa parte della condivisione ed è gestita dal provider, per cui abbiamo la grossa limitazione – o il grosso vantaggio, dipende dai punti di vista – di poterci smanettare molto poco.
E’ una limitazione se avevate in mente di installare strumenti particolari, come un framework back-end (ma dipende dai casi), o di mettere mano alla configurazione di Apache.
E’ una fortuna perché i lavori di sistemistica richiedono molte conoscenze IT e se ne siete a digiuno rallegratevi, perché c’è qualcuno che ci pensa (ed è responsabile) al posto vostro.

Pro – il pannello di controllo vi offre buone funzionalità di base. A seconda del provider avete più o meno libertà, che nel complesso restano limitate.

Problema SEO

Un problema riguardante gli hosting condivisi è legato al mondo della SEO (ossia il posizionamento sui motori di ricerca). Molto spesso, o quasi sempre, l’IP del server è condiviso da tutti i siti. Perciò, se un sito viene penalizzato da qualche motore di ricerca o peggio cade nella blacklist (può accadere, ad esempio, se si invia spam in modo massiccio), il sito incriminato si trascina nell’oblio tutti gli altri siti ospitati su quel server.
Fortunatamente Google, che è forse l’unico motore di ricerca di cui dobbiamo davvero preoccuparci (specialmente in Italia, dove Internet = Google), sembra non badare molto all’indirizzo IP per fare penalizzazioni, salvo casi estremi. Inoltre la maggior parte dei provider tende a bannare i siti che lanciano spam, ma se siamo ancora preoccupati della problematica, esistono provider che con qualche euro in più ti assegnano un IP dedicato, il che eliminerebbe il problema alla radice.

Altervista: si o no?

Se siete alle prime armi e volete tastare il terreno, sappiate che di hosting condivisi ne esistono addirittura di gratuiti, avrete sentito parlare di Altervista. Attenzione, però! In questo caso, il vostro sito avrà un dominio di terzo livello del tipo miosito.altervista.org, che non è il massimo della professionalità. Inoltre le risorse a disposizione sono davvero limitate. In particolare non è possibile fare più di un tot richieste al database in un’ora, quindi se il traffico sale e le vostre pagine eseguono molte query, basta niente per vedersi il sito down per sessanta minuti.
Valutate voi, io lo uso per fare degli esperimenti, come nel caso di dontstopmenow.altervista.org.

Per progetti leggermente più seri personalmente consiglio di spendere quei 40-50€ all’anno per avere qualcosa di meglio. Il vostro sito non volerà, ma non lo vedrete bloccarsi con niente.
Se scegliete un piano di hosting condiviso mi raccomando di tenere sempre d’occhio la velocità del sito, per cui può essere utile integrare un sistema di caching (di solito c’è Varnish) o attivare le AMP (Accelerated Mobile Page).

Target

In definitiva possiamo dire che il piano è ottimale per piccoli siti web, ovvero quelli che consumano poche risorse e per cui non si prevede un grosso traffico.

Server dedicati (o dedicated hosting)

La cosa comincia a farsi seria. Infatti avete un intero server a disposizione, con tutte le risorse dedicate al vostro sito, perciò le performance sono massimali e il traffico sopportabile diventa molto alto.

Pro e contro

Contro – Come avrete capito, avete una macchina fisica da gestire, perciò le competenze IT richieste sono altissime, a meno che non acquistiate un servizio Managed, che mette in mano al provider la responsabilità del funzionamento. Da parte del provider avete assistenza sull’integrità fisica del server, che risiederà in uno stanzone, insieme ad altri server, protetto da allarmi e congegni anti-incendio.

Contro – Indovinate un po’, i prezzi sono elevatissimi, sull’ordine delle decine di migliaia di euro all’anno.

Pro – i server dedicati permettono la massima customizzazione sia dell’hardware che del software, di creare complesse infrastrutture non web, ecc.

Pro – da parte del provider non avete alcuna limitazione. Avete in mano le chiavi di una Ferrari.

Contro – se necessitate di maggiori risorse hardware, sappiate che la scalabilità non è il punto forte di questa soluzione. L’operazione di incremento delle risorse potrebbe richiedere diverso tempo.

Target

E’ la soluzione ideale per i siti di grandi dimensioni e con grossa disponibilità economica.

VPS (Virtual Private Server)

Come per gli hosting condivisi, anche in questo caso più siti web sono ospitati sulla stessa macchina fisica (il server), con la differenza che ogni sito risiede su uno spazio virtualizzato. Detto in parole povere, è come se ogni sito stesse su un proprio server.
Per questo le VPS vengono spesso viste come il giusto compromesso tra un hosting condiviso e un server dedicato.

Pro e contro

Pro – Le risorse fisiche sono ancora condivise con gli altri siti, ma ognuno di questi ha delle risorse assegnate garantite e quindi delle performance assicurate, che non dipendono dal carico dell’intero sistema. Cioè, se l’hosting vi promette una CPU di 3 GHz, state certi che avrete una CPU (virtuale) di 3 GHz solo per voi.

Pro – Nelle VPS le performance sono sicuramente più alte rispetto agli hosting condivisi e in più si ha il grosso vantaggio che le risorse delle VPS sono scalabili, ossia possono aumentare o diminuire – insieme al prezzo – a seconda delle necessità, solitamente senza interruzione del servizio. Tenete presente, però, che la scalabilità è limitata e dipende dalle caratteristiche del server.

Pro/Contro – La macchina fisica è gestita dal provider, ma il server virtuale dovrà essere gestito da voi! Quindi, se da un lato abbiamo la totale libertà di installare quello che più ci piace, dal sistema operativo ai software, dai linguaggi back-end al webserver, dall’altro lato abbiamo l’inconveniente che dovremo configurare il server tutti da soli e la responsabilità, ovviamente, ricade su di voi, a meno che non acquistiate un servizio Managed.

Pro – A differenza degli hosting condivisi, ogni sito ha (almeno) un IP dedicato, perciò a livello SEO non si ha alcun tipo di problema legato agli altri siti, ma dovrete acquistare un dominio. Cercate pure il più economico, non ci sono particolari caratteristiche tecniche da tenere in considerazione. Siamo comunque sull’ordine delle decine di euro all’anno.

Contro – Il provider può dare limitazioni che non derivano da questioni tecniche. Ad esempio può permettere di avere un numero limitato di domini o di applicazioni.

Target

La scalabilità delle risorse rende le VPS ottime per le start-up e quei siti pretenziosi che prevedono un incremento del traffico nel tempo. Si può partire con il piano più economico ed incrementare le risorse man mano che le circostanze lo richiedono.

Cloud hosting

Le soluzioni cloud sono qualcosa di totalmente differente dai precedenti piani di hosting. Qui il livello di astrazione è totale: concettualmente non esiste più un server fisico, ma l’applicazione viene distribuita su una rete di più macchine. E l’astrazione è tale al punto che il monitoraggio spesso avviene più in termini di banda occupata, percentuale di uso della CPU e della memoria, piuttosto che in termini di spazio disponibile o velocità del processore.

Pro e contro

Pro – i cloud hosting non risiedono nemmeno su un unico server fisico, il che elimina qualunque vincolo legato all’hardware, a favore della scalabilità, che diventa il punto di forza. Infatti un’applicazione cloud è sempre scalabile, istantaneamente, senza interruzione del servizio.

Pro – le risorse assegnate sono garantite e l’isolamento è completo.

Pro – il costo è direttamente proporzionale alla quantità di risorse utillizate, il che può portare ad un notevole risparmio.

Contro – avendo una soluzione distribuita su più macchine, non è possibile avere il controllo completo sui dati del nostro sito, perchè non sapremo mai con esattezza dove si trovano. Questo comporta delle problematiche sul controllo dell’applicazione e sulla sicurezza.

Target

Come già detto, la caratteristica fondamentale dei cloud hosting è la scalabilità, flessibile e immediata, perciò questo piano è l’ideale per quei siti per cui potrebbe verificarsi un inaspettato incremento del traffico e delle risorse necessarie.


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